Crisi 2012 nel Solare: Analogie tra la Cina e l'Italia e potenziali soluzioni

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 di Ignazio Cusimano

Il 2012 ha fatto segnare gravi perdite nel settore del Solare, infatti, in Cina, ma anche in Italia, le aziende hanno riportato perdite gravose che stanno portando, specie per talune di esse, ad una chiusura. Ma esistono delle soluzioni per una lenta ma inesorabile risalita nel 2013.

Partendo proprio dall'estremo Oriente possiamo analizzare la drammatica situazione della Suntech, che, rinnovando le perdite degli ultimi anni (2 miliardi di dollari di "rosso"), ha fatto segnare un brusco calo anche nell'anno appena concluso. Infatti, seppur la Suntech possa immettere nel mercato del fotovoltaico pannelli a costi inferiori rispetto all'Europa (-50%), il settore del solare in Cina è in una forte crisi: A questo punto, il Consiglio di stato di Pechino sta pensando di riorganizzare il settore, aggravato dal fardello dei dazi imposti da Usa e Ue. Si parla, per la Suntech, di presunto fallimento della Suntech, ciononostante, "il governo non interverrà e non dovrebbe neppure farlo" ha dichiarato uno degli esponenti del massimo organo di pianificazione economica di Pechino.

Il salvataggio della Suntech potrebbe essere compito della Wuxi Guolian Development, gruppo che conta tra i suoi azionisti l'amministrazione municipale di Wuxi. Come confermato dal New York Times, "La Suntech sarebbe in trattative poi proprio con la municipalità di Wuxi, dove il gruppo ha sede, per il salvataggio del gruppo, ma ancora non è chiaro quanto la città possa investire nell'operazione, né se intende impegnarsi".

Sempre in Cina è da segnalare la crisi della Renesola Ltd. Ha infatti fatto segnare una perdita netta fino a 49,8 milioni di dollari nel quarto trimestre del 2012 rispetto alla perdita da 37,7 milioni registrata nello stesso periodo del 2011.

Anche in Italia raccogliamo testimonianza di un settore, come quello fotovoltaico, in grave crisi: la Elettronica Santerno, filiale del gruppo Carraro S.p.A. (produttrice di inverter solari), ha fatto segnare un calo del 60,2% solo nell'anno 2012. Le entrate si attestano infatti a 49,7 milioni di euro, mentre nel 2011 il volume d’affari era stato di 125 milioni di euro. Si parla di una "repentina scomparsa del mercato fotovoltaico italiano" che ha costretto le aziende del settore a ricorrere all'internazionalizzazione: il gruppo Carraro è fiducioso per il 2013, proprio per aver acquisito due commesse "internazionali" con gli Usa e con il Sud Africa. I miglioramenti, secondo il gruppo Carraro, "saranno evidenti a partire dal 2013, anno nel quale l’azienda, grazie anche alle attività di riorganizzazione della struttura interna, si prevede possa conseguire una redditività positiva".