Certificati Bianchi: Sanzioni per il soggetto titolare del progetto previste dall’art. 14, comma 3 del D.M. 28 dicembre 2012

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certificati bianchi
di Nicoletta Gentile

Si rappresenta che nel caso in cui siano rilevate modalità di esecuzione non regolari o non conformi al progetto che incidono sulla quantificazione o sull’erogazione degli incentivi, il GSE dispone l’annullamento dei certificati imputabili all’irregolarità riscontrata e applica al soggetto titolare le misure di cui all’art. 23, comma 3, del D.Lgs. n. 28/2011, provvedendo ai sensi dell’art. 42 del medesimo decreto a darne segnalazione alle autorità competenti, ivi inclusa l’Autorità per l’energia elettrica il gas ed il sistema idrico ai fini dell’irrogazione delle eventuali sanzioni.

In particolare, ai sensi dell’art. 23, comma 3, D.Lgs. n. 28/2011, si prevede che non hanno titolo a percepire gli incentivi richiesti i soggetti per i quali le autorità e gli enti competenti abbiano accertato che, in relazione alla richiesta di qualifica degli impianti o di erogazione degli incentivi, hanno fornito dati o documenti non veritieri, ovvero hanno reso dichiarazioni false o mendaci. 

Fermo restando il recupero delle somme indebitamente percepite, la condizione ostativa alla percezione degli incentivi ha durata di dieci anni dalla data dell'accertamento e si applica alla persona fisica o giuridica che ha presentato la richiesta, nonché ai soggetti richiamati dalla suddetta disposizione normativa.

fonte: Davide Valenzano, "I Certificati Bianchi: stato dell'arte", GSE, Roma, 11 giugno 2014