Bioenergie: mercato nel 2013 e 2014 e prospettive di sviluppo

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Biogas
di Felice Lucia

Dall’entrata in vigore del nuovo regime incentivante, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) contabilizza il numero di interventi per cui è stato erogato un incentivo. I dati relativi a fine agosto 2013 registrano per il settore delle bioenergie dinamiche diverse per le varie fonti. Mentre risulta del tutto modesto lo sviluppo nel settore dei bioliquidi (soltanto 6 nuovi impianti sono stati ammessi agli incentivi), il mercato appare ancora favorevole per le biomasse solide e gli impianti a biogas di piccola taglia. Per le biomasse solide, il Contatore del GSE ha registrato una crescita della potenza (già installata o ancora da installare nel prossimo futuro) pari a 237 MW mentre per il biogas la nuova potenza ammessa ad incentivo è stata pari a 112 MW. Se confrontata con i dati relativi alle nuove installazioni nell’ultimo anno di vigenza del vecchio regime incentivante, gli investimenti in tutti i comparti del settore delle bioenergie elettriche (con l’importante eccezione delle biomasse solide diverse dai rifiuti urbani) risultano in deciso rallentamento. L’analisi per taglia di impianto, mostra inoltre che sia nel settore delle biomasse solide che nel biogas l’investimento si concentra in impianti di dimensione medio-piccola: gli impianti al di sotto del MW rappresentano 79,1% e 99,6% degli interventi complessivamente ammessi ad incentivo, rispettivamente, nel settore delle biomasse e del biogas. Appare inoltre evidente come soprattutto in quest’ultimo settore la taglia nettamente privilegiata sia quella al di sotto dei 300 MW, mentre nel caso delle biomasse si dimostrano appetibili anche dimensioni superiori.

Guardando alle prospettive di breve termine per il mercato delle bioenergie, le previsioni entro il termine dell’attuale regime incentivante (2015) sono di crescita, sebbene entro i limiti imposti dai contingenti.

Nel 2015 il complesso delle bioenergie è atteso, nelle previsioni REF-E, rappresentare più del 18% della produzione elettrica da fonte rinnovabili, ossia circa 16 TW/h, con un incremento di quasi cinque punti percentuali rispetto al 2012 (ultimo anno disponibile per i dati di produzione di bioenergia). Le previsioni confermano un trend di crescita anche nel periodo 2015-2020, nell’ipotesi di riconferma degli attuali schemi incentivanti: le bioenergie sono previste coprire il 20,4% della produzione rinnovabile, con una crescita complessiva dell’installato pari al 25,9% nel quinquennio 2015-2020, superando decisamente le indicazioni di crescita contenute nel Piano di Azione Nazionale.

Una parte decisiva nell’evoluzione del mercato delle bioenergie è svolta dallo sviluppo tecnologico e dall’evoluzione dei costi delle materie prime. Per competere in un mercato caratterizzato da un trend decrescente delle tariffe incentivanti, risulta essenziale l’utilizzo di “sottoprodotti”, o biomassa di scarto, presente sul territorio, prefigurando la possibile entrata nel settore di nuovi soggetti, come ad esempio i produttori di biomassa di scarto da valorizzare per la produzione di energia elettrica “a filiera corta”. Il forte collegamento alle realtà produttive del territorio ha inoltre importanti risvolti sulla dimensione geografica dei nuovi investimenti in bioenergie: come evidenzia infatti l’esito delle aste e dei registri 2013, le regioni principali per potenza da installare sono quelle del Nord, dove è maggiore la disponibilità di biomassa agroforestale.

fonte: UniCredit, "Rapporto infrastrutture", dicembre 2013