Analisi del Clean Spark Spread

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rinnovabili
di Felice Lucia

Il crescente apporto produttivo da FRNP, in particolare da impianti eolici e fotovoltaici, ha contribuito a mutare profondamente sia il livello che i profili dei prezzi di equilibrio su MGP negli ultimi anni. In particolare, nelle ore centrali della giornata, quando la produzione fotovoltaica è massima, si assiste ad una forte riduzione dei prezzi di equilibrio. Ciò determina una conseguente riduzione del numero di ore in cui gli impianti termoelettrici hanno la possibilità di essere selezionati o di coprire oltre ai costi variabili almeno parte dei loro costi fissi. Tale variabilità complica considerevolmente le strategie di offerta da parte degli impianti termoelettrici, che rischiano di vedersi accettare con programmi di produzione caratterizzati da frequenti accensioni e spegnimenti nell’arco dello stesso giorno, tecnicamente incompatibili con i vincoli di permanenza in servizio e fuori servizio di tali impianti.

Le figure sottostanti mostrano come negli ultimi anni la variazione del profilo di prezzo abbia inciso fortemente sulla capacità degli impianti termoelettrici turbogas a ciclo combinato (CCGT) di coprire i propri costi fissi e variabili. L’analisi prende in considerazione il differenziale medio mensile tra il prezzo zonale di vendita dell’energia elettrica e il costo variabile di un impianto CCGT localizzato nella zona Sud, ossia la zona che ha fatto registrare il prezzo più basso (si rinvia all’Appendice B per la metodologia di calcolo del clean spark spread), e si divide in due parti:

•  nella prima si considera il clean spark spread (di seguito: spark spread) medio mensile dal 2011 al 2013, nell’ipotesi di esercizio con fattore di carico pari al 100%. L’analisi è svolta, prendendo in considerazione un impianto in esercizio in tutte le ore dell’anno (profilo baseload) ed un impianto con permanenza in servizio concentrata nelle ore con i prezzi più alti della giornata, ovverosia tra le 17 e le 24;

•  nella seconda si confronta per il 2013 lo spark spread precedentemente calcolato con lo spark spread calcolato sulle quantità effettivamente vendute da due campioni di impianti CCGT localizzati nella zona Sud.

La Figura mostra l’andamento dello spark spread medio orario nella zona Sud nell’ultimo triennio per un impianto con profilo di esercizio baseload. 

Figura : Componenti di costo e margini mensili di un impianto a ciclo combinato localizzato nella zona Sud con profilo di esercizio baseload (2011-2013)

Rispetto al valore di 6,41 €/MWh del 2012, in crescita rispetto al 2011 per effetto dell’incremento dei prezzi su MGP e del calo del costo del gas, lo spark spread del 2013 registra un crollo, in corrispondenza del forte calo del prezzo di vendita dell’energia elettrica. In particolare, lo spark spread risulta mediamente pari a -1,66 €/MWh, in calo di circa 8 €/MWh rispetto all’anno precedente, con un picco minimo pari a -10,52 €/MWh (mese di aprile) e un massimo di 5,62 €/MWh (mese di luglio).

Le condizioni di mercato e di esercizio degli impianti a ciclo combinato indicano l’opportunità di estendere l’analisi considerando un utilizzo dei CCGT che tenda a sfruttare la flessibilità dei medesimi, concentrandone il funzionamento nelle ore della giornata con i prezzi più alti al fine di realizzare maggiori margini.

fonte: Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, RAPPORTO 428/2014/I/EEL