Moduli fotovoltaici: bancabilità è sinonimo di qualità?

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di Fabio Pezzuto

In un mercato fotovoltaico in costante espansione e altamente dinamico come quello attuale, la qualità dei moduli solari deve rappresentare un punto critico nell'indirizzare le scelte dei consumatori. Infatti, nella misura in cui la generazione di energia da fotovoltaico si diffonde su vasta scala e i moduli diventano beni di largo consumo, i produttori tendono a trascurare la qualità e l'affidabilità del prodotto, prediligendo altre strategie concorrenziali. 

La solidità finanziaria di un'azienda o il marchio riconosciuto non sono di per sè garanzia di un prodotto affidabile. Ad esempio, due importanti aziende manifatturiere, la Renewable Energy Corporation nel 2008 e la First Solar nel 2011, sono state costrette a ritirare una parte dei pannelli venduti dopo che si erano rivelati difettosi. Inoltre, la catena di approvvigionamento del settore fotovoltaico non è trasparente, dal momento che il compratore non è in grado di conoscere esattamente dove, come e con quali materiali un modulo è stato fabbricato.

È a partire da questo tipo di considerazioni che nasce la SolarBuyer, azienda indipendente che offre servizi di outsourcing nella fase di acquisto di pannelli fotovoltaici. Fondata da professionisti del comparto produttivo, la società ha controllato in cinque anni la qualità dei pannelli di più di trenta grandi aziende del settore. L'incidenza di pannelli difettosi registrata in seguito a queste verifiche varia dal 5% al 22% dei prodotti venduti. 

Nonostante la maggior parte delle aziende manifatturiere effettui una propria serie di verifiche sui pannelli prodotti, queste non possono essere considerate interamente attendibili. Per questa ragione, la SolarBuyer sostiene che la valutazione preventiva della qualità degli acquisti sia da preferire rispetto a meccanismi più tradizionali quali le assicurazioni comprensive, dagli alti costi e soggette a controversie, o le garanzie di conformità, che perdono di validità nel caso di chiusura dell'azienda venditrice, eventualità piuttosto frequente nell'attuale situazione del mercato fotovoltaico.

Così, secondo l'amministratore delegato di SolarBuyer, Ian Gregory, "in fin dei conti, per il compratore è più conveniente pagare direttamente per il controllo della qualità dell'acquisto", poichè un'eventuale imperfezione nei pannelli installati potrebbe provocare cortocircuiti che, oltre ad avere conseguenze economiche in termini di costi di riparazione e riduzione dei tassi di rendimento, rappresenterebbero un rischio significativo per la sicurezza.