Prima bocciatura del IV conto energia dal Tar sulle serre fotovoltaiche

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E' arrivata una prima bocciatura dal Tar del Lazio contro il Quarto conto energia. All'indomani della sua pubblicazione sono state numerosi gli operatori che hanno minacciato e promosso ricorsi per il cambiamento repentino delle regole e per l'introduzione del Registro grandi impianti.

Il TAR del Lazio ha sospeso con un’ordinanza la norma contenuta nel Decreto 5 maggio 2011 relativa ai requisiti di idoneità degli impianti fotovoltaici su serre.

Si tratta del comma 2 dell’art.14 Premi per specifiche tipologie e applicazioni di impianti fotovoltaici che recita testualmente:

Fatte salve le disposizioni interpretative di cui all’articolo 20 del decreto ministeriale 6 agosto 2010, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, gli impianti i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensiline hanno diritto a una tariffa pari alla media aritmetica fra la tariffa spettante per “impianti fotovoltaici realizzati su edifici” e la tariffa spettante per “altri impianti fotovoltaici”. Al fine di garantire la coltivazione sottostante, le serre a seguito dell’intervento devono presentare un rapporto tra la proiezione al suolo della superficie totale dei moduli fotovoltaici installati sulla serra e della superficie totale della copertura della serra stessa non superiore al 50%. Ai soli fini di cui al presente decreto, i fabbricati rurali sono equiparati agli edifici, sempreché accatastati prima della data di entrata in esercizio dell’impianto fotovoltaico.

Il TAR accoglie il ricorso presentato da un fondo internazionale che, attraverso una serie di società di scopo, doveva realizzare quattro serre fotovoltaiche in Sardegna.

Secondo il TAR, infatti, l’applicazione del comma 2 dell’art.14 ad impianti già in possesso del titolo autorizzativo alla costruzione , rilasciato, evidentemente, sulla base della normativa pregressa, appare irragionevole e lesiva degli interessi per gli aspetti connessi al finanziamento dell’opera.

Immediate le reazioni da parte del fondo, assistito dagli avvocati Angelo Clarizia e Germana Casser, che esprime soddisfazione:

una prima vittoria da cui emerge che i ministeri non hanno tenuto conto dei diritti acquisiti e degli investimenti fatti dagli imprenditori e basati sui parametri del terzo Conto energia. È una vittoria molto importante perché segna un primo orientamento e una prima pronuncia a favore degli operatori del settore dopo l’approvazione del decreto legislativo 28/2011 e del quarto Conto energia. L’idoneità alla coltivazione delle serre è, infatti, valutata e approvata dagli enti locali competenti e quindi non può essere messa in discussione dal ministero dello Sviluppo economico.

Fin qui, la sospensiva.

Il giudizio del merito, da parte del TAR, è atteso, invece, per il 23 febbraio 2012, quando saranno valutati nel merito anche gli oltre 100 ricorsi presentati da investitori ed operatori del settore.

Ricordiamo inoltre la richiesta dello studio Bonelli Erede Pappalardo, che rappresenta il gruppo di operatori stranieri (Photovoltaic Operators Investors - POI) che ha chiesto allo Stato italiano il risarcimento dei danni subiti per un valore stimato di 500 milioni di euro come solo danno emergente, senza contare il lucro cessante. Alla base della richiesta la mancata tutela degli interessi acquisiti per coloro che hanno pianificato gli investimenti secondo le regole del terzo conto energia.

E infine sono state mosse anche delle pregiudizioli di incostituzionalità nel ricorso al Tar del Lazio da parte della Meet Energy che accusa il D.M. 5 maggio 2011 di aver introdotto "un ulteriore e irragionevole adempimento a carico dei soggetti imprenditoriali, costituito dall'iscrizione al registro GSE, peraltro da effettuarsi entro finestre temporali rigide che di fatto vanificano il regime di sostegno, sopratutto ai progetti già avviati ed autorizzati, o prossimi all'autorizzazione".

Commenti

Assurdità

E' un'assurdità dover aspettare il 23 febbraio 2012 l'esito degli altri ricorsi!
Nel frattempo cosa facciamo???
Le licenze scadono e gli investitori latitano!