Definizione di edificio, il caso serre

Versione stampabileInvia a un amico

I moduli a copertura di serre agricole possono essere considerati installati su edifici?

Gli impianti solari fotovoltaici installati non sono più categorizzati per tipologia di installazione (integrati, parzialmente integrati e non integrati), ma vengono classificati in “impianti solari fotovoltaici posti sugli edifici ” e “altri” impianti.

Ciò determina consegueze sia in ordine al titolo autorizzativo sia in ordine alla tariffa incentivante spettante. 

Peccato che una definizione inequivocabile di edificio non c'è: la parola edificio viene usata genericamente come fabbricato, manufatto, struttura. Il testo unico dell'edilizia (DPR 380/2001), infatti, non li definisce, al più li aggettiva. Il testo unico non definisce neanche la serra, che a sua volta non ha una legge nazionale di riferimento. Il GSE (def. valida ai fini della tariffa) nella Guida al III CE non usa la parola "edificio" ma quella generica di "struttura".

Pertanto, l'individuazione della categoria alla quale una serra fotovoltaica deve essere ricondotta è strettamente legata ai contenuti della norma che definisce la finalità da raggiungere. 

Se la finalità è l'applicazione della certificazione energetica, la norma di riferimento è il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 che all'art. 2 definisce "edificio" come "sistema costituito dalle strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli impianti e dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al suo interno.....".

Secondo questa definizione, alcune tipologie di serre potrebbero essere identificate come edificio.

Il decreto, però, è chiaro: tale definizione è valida ai fini dell'applicazione del decreto stesso.

La stessa definizione è usata nel DPR 412/93 (art. 1 c.1 lettera a) rubricato "Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10". Anche qui la definizione è valida ai fini dell'applicazione del regolamento.

Se la finalità è l'applicazione della tariffa incentivante la norma di riferimento è il Decreto 5 maggio 2011, che anche se non definisce la tipologia costruttiva di serra fotovoltaica, esplicita all'art. 14 la tariffa spettante: "gli impianti i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensiline hanno diritto a una tariffa pari alla media aritmetica fra la tariffa spettante per «impianti fotovoltaici realizzati su edifici» e la tariffa spettante per «altri impianti fotovoltaici»."

Il decreto incentivi inoltre pone anche delle limitazioni costruttive ai fini dell'aggiudicazione della tariffa spettante: "al fine di garantire la coltivazione sottostante, le serre a seguito dell'intervento devono presentare un rapporto tra la proiezione al suolo della superficie totale dei moduli fotovoltaici installati sulla serra e della superficie totale della copertura della serra stessa non superiore al 50%" (limitazione valida esclusivamente ai fini della tariffa).  

Se la finalità è invece l'autorizzazione alla costruzione, abbiamo a riferimento il D. lgs. 28/11, le linee guida nazionali DM 10 settembre 2010 e il D. lgs. 387/03. E qui casca l'asino! Nessuno definisce "edificio", solo il primo definisce "edificio sottoposto a ristrutturazione rilevante" e "edificio di nuova costruzione".

Siamo di nuovo di fronte ad un "errore di distrazione" normativo che può generare titoli abilitativi illegittimi. O quantomeno dubbi, che minacciano la bancabilità dell'opera. E nel caso di superamento dei primi ostacoli (autorizzazione e bancabilità), rendono gli impianti soggetti a provvedimenti di sequestro.

In questo caso, il procedimento unico sembra l'unico applicabile. 

Le difficoltà interpretative non finiscono qui.

Se andiamo sull'accatastamento, la cosa si complica: categoria D10 Fabbricati produttivi connessi alle attività agricole o D/1 Opifici? Anche qui la questione è rilevante dati gli aspetti fiscali connessi. E qui abbiamo solo una circolare di riferimento (CIRCOLARE N. 38/E dell'Agenzia delle Entrate del 23 giugno 2010) che in questo caso non è di particolare aiuto.