UK: primo incentivo per le rinnovabili termiche

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di Andrea Marchetti

“E’ il primo incentivo del genere al mondo”. Sono le parole di Chris Huhne, Segretario di Stato britannico, che così si è espresso parlando del “Renewable Heat Incentive”, un “Conto Energia Termico” approvato ufficialmente dal governo del Regno Unito il 10 Marzo 2011. Si tratta di un sistema di incentivazione per gli impianti di piccole dimensioni: termici, a biomasse, geotermici ed a pompa di calore. L’entrata in vigore è prevista in questi primi mesi del 2012 per quanto riguarda le industrie ed il settore commerciale mentre, da Ottobre,
le tariffe incentivanti saranno a disposizione di famiglie e piccole aziende ma anche di enti ed edifici pubblici: sarà garantita una tariffa “feed-in” per ogni kw di energia prodotta da gli impianti, installati a partire dal luglio 2009, che producono calore da fonti rinnovabili. Le tariffe saranno ritoccate in base all’andamento dell’inflazione. Inoltre sono previsti bonus per l’acquisto delle apparecchiature fino ad Ottobre, cioè al momento della piena entrata in vigore del meccanismo incentivante. Tariffe speciali maggiorate(“Premium”) saranno corrisposte, poi, agli impianti installati in abitazioni ed ambienti con adeguato isolamento termico attestato dalla certificazione energetica.
Il Dipartimento per l'Energia e i Cambiamenti Climatici del Regno Unito stima che l'incentivo genererà investimenti per 4,5 miliardi di sterline fino al 2020, con 13.000 installazioni nell'industria e 110.000 nel settore pubblico e in quello commerciale. Si calcola che, così facendo, il numero di impianti termici alimentati da fonti rinnovabili raggiungerà un numero sette volte superiore a quello previsto al 2014, con notevoli ricadute positive sull'occupazione lungo tutta la filiera nonché con riduzione di emissioni nocive per l’ambiente e la riduzione della dipendenza dalle fonti fossili. Attualmente, infatti, circa la metà delle emissioni di carbonio del Regno Unito provengono dall’energia utilizzata per produrre calore a cui vanno aggiunte quelle derivanti dalla produzione di elettricità.
“Il calore derivante dalle fonti rinnovabili è una fonte di energia ancora poco sfruttata”-ha detto Chris Huhne che ha continuato- E tuttavia è importante per il passaggio ad un’economia e ad una importante industria verde del futuro”. Il 95% del calore nel Regno Unito è prodotto bruciando combustibili fossili ma, con i rifornimenti del Mare del Nord in esaurimento, le alternative a basse emissioni diventano anche una necessità. La Renewable Heat Incentive ridurrà le emissioni di circa 44 tonnellate di CO2 entro il 2020, una quantità equivalente all’anidride carbonica immessa in atmosfera da 20 centrali tradizionali come quelle del Mare del Nord.