Le rinnovabili compiono cinquanta anni

Versione stampabileInvia a un amico

Nell’agosto 1961 Roma ospitò la “Conferenza sulle nuove energie” promossa dall’Onu. Il primo passo verso l’affermazione delle rinnovabili nel segno del mix di generazione e per la riduzione dell’energy divide

Agosto è il mese delle rinnovabili. È la storia a dirlo perché cinquant’anni fa, nel 1961, Roma ospitò la prima conferenza delle Nazioni unite dedicata alle “nuove energie” come venivano chiamate allora con un po’ di pudore e molte speranze.

Molti governi e centri di ricerca erano da tempo all’opera per individuare tecnologie adeguare a sfruttare nuove fonti di energia e a Roma scienziati e rappresentanti provenienti dalla Russia sovietica come dagli Stati Uniti portarono il loro contributo condividendo con un misto di gelosia e curiosità conoscenze ed esperienze.

Le relazioni svolte durante le due settimane di lavoro, ospitate dalla sede della Fao, che videro anche l’intervento di Papa Giovanni XXIII, vennero raccolte in sette ponderosi volumi che riportano tanto accennate ipotesi tecnologiche destinate a farsi strada quanto idee che la storia ha poi relegato nel cassetto.

Per “nuove energie” si intendevano sole, vento e geotermia e l’opinione diffusa dei partecipanti al summit era che con esse non si sarebbe tanto sollevato il mondo dall’utilizzo delle fonti tradizionali, petrolio in primis, quanto piuttosto portata l’elettricità ai miliardi di persone che ancora non ne disponevano. Si parlava allora dell’importanza di un mix di generazione ante litteram e del ruolo che le “nuove energie” avrebbero potuto svolgere nel ridurre ciò che oggi chiamiamo energy divide. Temi attuali anche ora che, dopo Roma 1961, hanno continuato la loro strada passando per un altro agosto importante, quello del 1981 durante il quale l’Onu, a Nairobi, chiamò a raccolta 125 Paesi per “The United nations conference on new and renewable sources of Energy” primo avvenimento globale in occasione del quale fece il suo esordio il concetto di energie rinnovabili.

Prima di Nairobi, molti passi erano già stati compiuti e i principali vedevano tra i suoi protagonisti diversi ingegneri e ricercatori italiani. Basti pensare che il 1981 è anche l’anno in cui entra in funzione Eurelios, la prima centrale solare a concentrazione, un primato mondiale del Bel Paese realizzato da Enel ad Adrano, in Sicilia, che di fatto rappresenta il debutto del fotovoltaico sulla scena internazionale.

Roma 1961 rappresenta insomma uno spartiacque nel quale sole e vento cominciarono a trasformarsi in rinnovabili. Altro discorso valse anche allora per la geotermia sfruttata come fonte per produrre elettricità già dai primi del Novecento. L’Onu volle inserirla tra le “nuove energie” perché ne intuiva il potenziale e sperava nel suo sviluppo. E per convincere i delegati di questa idea scelse di fargli vedere dal vivo cosa significasse la geotermia: una visita agli impianti di Larderello, un altro primato italiano che Enel continua ancora oggi a tenere alto nel mondo.