ISTAT: rinnovabili coprono meno di un quarto produzione elettrica

Versione stampabileInvia a un amico
di Carmine Lorenzo

In Italia la quota delle fonti rinnovabili sulla produzione totale di energia elettrica copre poco meno di un quarto della produzione totale (23,7% nel 2009). E' quanto si legge nell'annuario Istat. Il contributo maggiore proviene dal settore idroelettrico (16,8%), per il quale si prevede un apporto stabile; per il geotermico (1,8% della produzione), e' invece stimato un incremento per il prossimo decennio pari a circa il 26%. Ulteriori consistenti incrementi al 2020 sono stimati per la produzione termica da biomasse (cresciuta di circa il 24% tra il 2005 e il 2009 e pari al 2,6%), l'eolico (quasi triplicato nello stesso periodo, circa il 2,2% della produzione) e il fotovoltaico (praticamente assente nel 2005 e oggi di poco inferiore ai 2 mila GWh; 0,2%).
Per quanto riguarda invece i consumi finali interni lordi, le energie rinnovabili contano attualmente per il 6,8% (3,5 punti percentuali in meno rispetto alla media Ue), una quota che dovra' salire al 17% entro il 2020 secondo gli obiettivi fissati nel Pnr. L'Istat sottolinea come i differenziali tra le aree del Paese siano elevati. Al Nord - si legge ancora nell'annuario - il peso delle fonti 'verdi' sulla produzione complessiva sfiora il 30% (soprattutto grazie all'apporto idroelettrico) e si concentra circa il 63% della produzione nazionale; al Centro si distinguono la Toscana (39,8% di energia da fonti rinnovabili, grazie all'apporto del geotermico) e l'Umbria (36%, con dominante quota idroelettrica) mentre nel Mezzogiorno spicca la Basilicata, dove le energie rinnovabili coprono poco meno della meta' della produzione totale lorda di elettricita', con una forte incidenza dell'eolico e una piu' contenuta delle biomasse. Nell'Italia settentrionale e centrale l'incremento della produzione elettrica da fonti rinnovabili si era manifestato gia' a partire dal 2008, laddove si e' esteso alle regioni del Mezzogiorno a partire dall'anno successivo. Nell'intervallo 2008-2009 l'incremento, espresso in punti percentuali, e' circa equivalente al Nord e nel Mezzogiorno (rispettivamente +5,3% e +5,2%) e superiore a quello del Centro (+4,6%).