Africa: energia rinnovabile dai grandi fiumi

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di Ignazio Cusimano

L’Unione africana ha pianificato un modo per implementare l’accesso all’energia di tutto il continente nero. Se è vero che vi sono 600 milioni di persone nel continente che non godono ai servizi dell’energia, il piano previsto dall’Unione e denominato ‘Iniziativa Idroelettrico 2020’ intende rispondere proprio a questa mancanza.

Utilizzare tutte le energie pulite disponibili, non concentrandosi solo nel Solare, ma ampliando il raggio d’azione con l’idroelettrico: sono i quattro grandi fiumi i potenziali fornitori di energia e per i quali si sono pianificati quattro maxi progetti. Nello specifico, le potenzialità dei quattro grandi corsi d’acqua si stimano così: Inga, nella Repubblica democratica del Congo, con un potenziale di 774 TWh l'anno. Il secondo il bacino del Nilo, in Etiopia (290 TWh); seguono la Fouta Djallon, in Guinea (19 TWh) e il bacino dello Zambesi (38TWh).

Ma da dove giungeranno i finanziamenti? Si stima un costo di circa 65 miliardi di dollari per l’attuazione del programma per il 2020: il presidente della commissione dell’Unione africana Jean Ping sottolinea come l’Africa abbia le potenzialità per superare la Cina come attrattiva per gli investimenti, specie per la grande disponibilità di risorse energetiche.

Gli ottimi auspici rispecchiano i grandi progetti sul fronte delle rinnovabili, ma non si deve sottovalutare come le infrastrutture e i grandi impianti per l’implementazione dell’energia verde possano scontrarsi con la cultura delle popolazioni locali e con le esigenza di salvaguardare l’habitat naturale.