Dalla V3 Solar un prototipo di pannello fotovoltaico rotante ad alta efficienza

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di Fabio Pezzuto

Lo sviluppo di una nuova generazione di moduli solari ad alta efficienza è una condizione necessaria per rendere il fotovoltaico una fonte di energia in grado di competere davvero con le fonti fossili. Ad oggi, infatti, l'efficienza dei classici pannelli solari piani non supera il 20%, mentre i moduli a film sottile e il fotovoltaico organico presentano percentuali ancora più basse. 

Sono state ideate diverse soluzioni per migliorare le prestazioni dei moduli fotovoltaici, come l'utilizzo di lenti paraboliche per concentrare la luce solare, l'applicazione di sistemi ad inseguimento solare per massimizzarne l'esposizione alla luce, oppure l'impiego di nuovi materiali semiconduttori in grado di coprire una porzione più ampia dello spettro di radiazione. Tuttavia, si tratta di tecnologie poco convenienti in termini economici (LEC, Levelised Cost of Energy), per cui la scelta prevalente è ancora quella di sopperire alla bassa efficienza dei classici (ed economici) moduli piani aumentando la superficie degli impianti.

Ma le cose potrebbero cambiare molto presto, se il nuovo prototipo di pannello solare sviluppato dalla V3 Solar sarà davvero in grado di tenere fede alla pretesa di essere "l'energia più efficiente sotto il sole".

Il nome del prodotto, Spin Cell, ne richiama la caratteristica più innovativa; si tratta infatti di una struttura conica e rotante, ricoperta di lenti di forma triangolare. Ogni elemento del design è stato studiato accuratamente per assolvere una specifica funzione. La forma conica permette infatti di massimizzare l'esposizione del dispositivo ai raggi solari, con qualsiasi inclinazione e senza bisogno di un sistema ad inseguimento. Le lenti triangolari, poste sulla superficie esterna del cono, fungono da concentratori, assorbendo una quantità di luce solare maggiore di venti volte rispetto ad un normale pannello fotovoltaico piano.

Tuttavia, all'aumentare della luce assorbita e dell'energia generata, aumenta anche la temperatura del sistema, a scapito dell'efficienza e talora del funzionamento stesso dell'impianto. Per ovviare a questo problema, gli ingegneri della V3 Solar hanno pensato di sfruttare la differenza tra il tempo impiegato dalla luce per trasformarsi in elettricità e quello per generare calore: nel primo caso si tratta di nanosecondi (10-9 secondi), nel secondo di millisecondi (10-3secondi). Così, ruotando grazie ad un sistema di levitazione magnetica (maglev) generato da un elettromagnete incorporato, una Spin Cell è in grado di concentrare la luce solare di venti volte e generare elettricità senza però assorbire calore, mantenendo una temperatura bassa e costante (35º) a beneficio dell'efficienza del sistema.

Secondo quanto riportato dall'azienda, le Spin Cell della serie Sentinel (1 m x 1 m) potranno generare quattro volte più energia rispetto ad un pannello fotovoltaico piano di pari dimensioni. Si tratterebbe di un risultato eccellente, ma, in mancanza di ulteriori dettagli tecnici (che l'azienda si è guardata bene dal rivelare), si dovrà aspettare la messa in commercio per verificarne le effettive prestazioni. 

Intanto sul sito della V3 Solar sono disponibili due filmati che illustrano, a grandi linee, il funzionamento di una Spin Cell. In ogni caso, come si legge sul sito, molti saranno coloro che non capiranno mai la danza perfettamente sincronizzata tra la luce e le lenti speciali, i fasci di elettroni e gli elettromagneti di cui si compone una Spin Cell, ma ne beneficieranno comunque dei risultati.