Supporti degli apparecchi illuminanti

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illuminazione pubblica
di Nicoletta Gentile

Il primo e più grossolano distinguo che si può effettuare riguarda il modo d’installazione degli apparecchi illuminanti; nell’illuminazione  pubblica,  le  possibilità  più  ricorrenti  sono  le seguenti:

- a palo: il più utilizzato, in varie modalità e varianti, in tutte le applicazioni, sia urbane che extraurbane, che nelle grandi aree;

- su sbraccio/mensola a muro: utilizzato quasi esclusivamente in ambito urbano, dove ci sono edifici su cui ancorarsi; meno frequentemente, è presente anche nelle grandi aree circondate da edifici, quando vi sono vincoli o impedimenti nel posizionare pali;

- a sospensione (detto anche a tesata): meno frequente rispetto al passato, modalità finalizzata  a  porre  l’apparecchio  illuminante  al  disopra  e  centralmente  all’area  da illuminare, utilizzata esclusivamente in ambito urbano, tendendo le funi di ancoraggio tra edifici posti uno di fronte all’altro o servendosi di pali di sostegno;

- su torre faro: modalità utilizzata esclusivamente per grandi aree, ponendo a notevole altezza  (si  va  in  media  dai  10  ai  30  m  circa)  un  gruppo  di  proiettori  variamente orientati.

Raramente  vi  può  essere  anche  l’installazione  a  plafond,  ad esempio  nei  sottoportici  dei centri cittadini, e a parete, nel caso che non vi sia interposizione di mensole di fissaggio tra apparecchi e superfici su cui viene installato l’apparecchio.

I pali hanno altezze variabili in funzione del tipo di utilizzazione: circa 5 metri per i giardini, 8÷12 metri per le strade e 20÷30 e oltre nel caso di torri faro impiegate per l’illuminazione di grandi spazi. Normalmente sono in acciaio, ma in passato sono stati impiegati anche sostegni in cemento con armatura di ferro; esistono anche pali in resina ed in legno per applicazioni particolari.  I  bracci sono  fissati  ai  pali  o  alla  muratura,  sono  in  acciaio  con  varie forme  e dimensioni o in fusione di ghisa per quelli in stile. Le tesate vengono realizzate mediante funi costitute da fili in acciaio attorcigliati ad elica. Le funi vengono quindi “tesate” tra pali o muri contrapposti ed ancorate tramite appositi amarri.

Anche  nelle  tipologie  dei  sostegni  utilizzati  per  l’illuminazione pubblica,  vi  sono  forti differenze  legate  al  tipo  di  applicazione: le  varie  caratteristiche,  quali  materiali,  altezze  e forme variano a seconda del campo di utilizzazione, ma tali differenze sono dettate da ragioni quasi esclusivamente estetiche ed economiche più che da esigenze tecniche.

Nello schema geometrico della successiva figura e nelle immagini sottostanti sono illustrati alcuni supporti tipici utilizzati per gli apparecchi stradali.

fonte: Linee Guida Operative per la realizzazione di impianti di Pubblica illuminazione, Guide LGILLUMINAZIONE, RSE SpA