Regolamento per la qualifica dei certificatori energetici

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Certificatori energetici
di Carmine Lorenzo

Il Consiglio dei Ministri del 15 febbraio 2013 ha varato il regolamento che definisce i requisiti per i certificatori energetici degli edifici e sulle operazioni di manutenzione e controllo negli impianti di climatizzazione invernale ed estiva negli edifici. I provvedimenti sanano i rilievi mossi dalla Commissione europea che aveva avviato una procedura di infrazione a carico dell'Italia per incompleto recepimento da parte dell’Italia della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell'edilizia.

Il Decreto è il tassello che completa il quadro normativo sulla certificazione energetica, costituito dal Dlgs 192/2005 (modificato dal Dlgs 311/2006), dal Regolamento con le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici (Dpr 59/2009) e dalle Linee guida nazionali per la certificazione energetica (DM 26 giugno 2009).

Il Regolamento - emanato ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera c), del Dlgs 192/2005 - consentirà di svolgere l’attività di certificazione energetica a:
• i tecnici abilitati
• gli Enti pubblici e gli organismi di diritto pubblico operanti nel settore dell’energia e dell’edilizia, che esplicano l’attività con un tecnico, o con un gruppo di tecnici abilitati;
• gli organismi pubblici e privati qualificati a effettuare attività di ispezione accreditati ACCREDIA secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17020;
• le società di servizi energetici (ESCO) che operano conformemente alla direttiva 2006/32/CE

Il nuovo regolamento ha come obiettivo principale quello di definire chi potrà redigere attestati di certificazione energetica, siano essi professionisti, enti, organismi pubblici o privati, o ESCO. In particolare, il Decreto stabilirà i titoli di studio necessari per svolgere l’attività di certificatore energetico, definendo le classi di laurea o di diploma richieste e specificando l’eventuale necessità, per alcuni titoli di studio, di dover seguire corsi di formazione integrativi. Questi ultimi potranno essere tenuti da università, da organismi ed enti di ricerca e da consigli, ordini e collegi professionali autorizzati, mentre a livello regionale, i medesimi corsi sono svolti direttamente da regioni e province autonome e da altri soggetti di ambito regionale con competenza in materia di certificazione energetica, autorizzati dalle medesime.
Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di frequenza, previo il superamento di un esame finale. Il tecnico dovrà essere inoltre iscritto ai relativi ordini e collegi professionali, ove esistenti, e abilitato all’esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi, nell’ambito delle specifiche competenze a esso attribuite dalla legislazione vigente.
I tecnici dovranno frequentare specifici corsi di formazione per la certificazione energetica della durata minima di 64 ore, i cui contenuti sono illustrati nell’Allegato 1 al Decreto. I corsi saranno tenuti, a livello nazionale, da Università, Enti di ricerca, Ordini e Collegi professionali, a livello regionale dalle Regioni e Province autonome e da altri soggetti autorizzati dalle Regioni.

Per assicurare l’indipendenza e l’imparzialità di giudizio dei soggetti l’Articolo 3 stabilisce che i tecnici abilitati, all’atto di sottoscrizione dell’attestato di certificazione energetica, dichiarino:
• nel caso di edifici di nuova costruzione, l'assenza di conflitto di interessi espressa attraverso il non coinvolgimento diretto o indiretto nel processo di progettazione e realizzazione dell'edificio da certificare o con i produttori dei materiali e dei componenti in esso incorporati nonché rispetto ai vantaggi che possano derivarne al richiedente, che in ogni caso non deve essere né il coniuge né un parente fino al quarto grado;
• nel caso di edifici esistenti, l'assenza di conflitto di interessi, ovvero di non coinvolgimento diretto o indiretto con i produttori dei materiali e dei componenti in esso incorporati nonché rispetto ai vantaggi che possano derivarne al richiedente, che in ogni caso non deve essere né coniuge né parente fino al quarto grado.
L’attestato di certificazione energetica è un Atto pubblico, perciò è punibile per legge dal Codice Penale (481) come indicato nell’Articolo 4.
All’Articolo 7 per gli edifici già dotati di ACE, sottoposti ad adeguamenti impiantistici, compresa la sostituzione del generatore di calore, l’eventuale aggiornamento dell’ACE può essere predisposto anche da un tecnico abilitato dell’impresa di costruzione o installatrice incaricata degli adeguamenti.

Per quanto riguarda gli impianti termici, il Regolamento introduce misure semplificate per gli impianti con una potenza minore di 100 Kw, che rappresentano il 90% del totale. Il nuovo regolamento prevede che i controlli su questi impianti non siano più annuali, ma biennali o quadriennali a seconda della potenza e del tipo di alimentazione.
Oltre alle procedure, il decreto definisce i requisiti dei soggetti responsabili della manutenzione e delle ispezioni sugli impianti. Per garantire un monitoraggio adeguato, viene inoltre promosso il Catasto territoriale degli impianti termici, da sviluppare in modo connesso con le banche dati relative agli attestati di prestazione energetica. 

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