Il Calore dell'impianto fognario può essere riutilizzato per usi abitativi

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di Nicoletta Gentile

Succede a Amstetten, in Austria. Una società elettrica locale, la Stadtwerke Amstetten, ha scelto di recuperare e riutilizzare il calore proveniente dall’impianto fognario.

Lungo un tratto di fognatura di 42 metri, dove la temperatura dell'acqua può raggiungere i 27 C (a causa degli scarichi di una vicina cartiera), l'azienda ha realizzato un impianto high-tech, con un investimento di 240.000 € un tempo di ritorno di 11 anni. 

L'acqua che scorre nei tubi adiacenti - ma separati dalla fogna - è riscaldata da dispositivi chiamati scambiatori di calore che "estraggono" il calore. Quest'acqua riscaldata viene poi incanalata negli edifici vicini, dove una pompa di calore ad alta efficienza la convoglia all'impianto di riscaldamento centralizzato per circa 4.000 metri quadrati di edifici. 

Inoltre, l'azienda ha scelto di utilizzare il riscaldamento a pavimento, che è più efficiente dei radiatori installati sulle pareti.

I consumi legati all'elettricità supplementare necessaria per la pompa di calore sono notevolmente inferiori rispetto ai consumi legati al gas utilizzato precedentemente all'installazione, contribuendo così alla riduzione dell'impronta di carbonio. 

Questa tecnologia ha però dei limiti; infatti, gli impianti di trattamento sono fortemente dipendenti dalla temperatura dell'acqua fognaria, il cui eccessivo raffreddamento avrebbe effetti negativi sul processo di depurazione. Ovviamente, ciò potrebbe accadere solo per applicazioni della tecnologia su larga scala.

La BOKU (University of Natural Resources and Life Science) sta studiando la possibilità di estrarre calore dall'acqua pulita a valle degli impianti di trattamento. "In effetti questo sarebbe positivo anche perché l'acqua verrebbe leggermente raffreddata prima di essere scaricata nei fiumi", ha detto il professor Kretschmer di Vienna.

Esistono altri progetti pilota in Germania, Austria e Svizzera.