Domotica amica dell'ambiente

Versione stampabileInvia a un amico

L'invenzione di Floriano De Rango e soci

 di Mara Martini

La parola domotica vi ha sempre fatto pensare a “cibernetica di lusso al servizio di (pochi fortunati) padroni di casa”? Be’, è il caso di aggiornare il vocabolario, allora, perché la domotica degli anni 2000 è soprattutto un’alleata preziosissima dell’ambiente, e anche del risparmio economico.

Lo ha ben capito, e messo in pratica, Floriano De Rango, 36enne ricercatore dell’Università di Cosenza, che – vincitore di un bando del Ministero dello Sviluppo Economico per un progetto da un milione di euro – tre anni fa faceva nascere Spintel (startup che riunisce le menti di cui alcuni dei più brillanti studenti che De Rango ha conosciuto durante la sua attività di assistente universitario), e lo scorso settembre dava vita a IRC (Intelligent Remote Controller).

Si tratta di un software che – interfacciandosi con dispositivi hardware, come pc, smartphone e tablets – è capace di controllare i consumi energetici di un ambiente ed agire su questi a seconda delle necessità: magari spegnendo le luci negli uffici quando i dipendenti sono andati via (grazie ad appositi sensori di rilevazione della presenza umana), oppure abbassando la temperatura del termostato di casa, quando questa è temporaneamente disabitata etc…. L’intelligenza del programma sta nel fatto che sarebbe in grado di autoregolarsi, cioè di “capire da solo” su quale livello di consumo energetico tararsi, indipendentemente da un imput umano, semplicemente sulla base dei consumi registrati in un certo arco temporale. Altro punto di forza di IRC rispetto a simili dispositivi per il monitoraggio dei consumi prodotti da altre case, risiede nel fatto di essere “mera merce immateriale”, ossia solo software, dal momento che Spintel non vi ha abbinato un proprio hardware proprietario: ciò significa che IRC può interagire con tutti i dispositivi hardware presenti sul mercato, non essendo vincolato ad uno soltanto di essi.

Il software IRC, ispirato dalle tesi di laurea di due soci fondatori di Spintel di cui De Rango era stato il mentore, ha già venduto una quindicina di licenze e mira a conquistare entro l’anno una fetta pari almeno al 5% del mercato italiano (stimato intorno ai 40 milioni di euro), per poi provare ad espandersi sul mercato estero già dal 2014. De Rango assicura che la percentuale dei consumi tagliati per abitazioni private e aziende sarebbe piuttosto significativa – variando da un minimo del 25% per le famiglie ad un massimo del 50% circa per le aziende, con forbici più o meno ampie a seconda dell'attuale grado di “sperperosità” degli ambienti in questione.