Indice Ernst & Young, Rinnovabili: l'Italia scende al sesto posto

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 di Ignazio Cusimano

L'Italia non sta messa benissimo per quanto concerne le fonti rinnovabili, questo stando al rapporto Ernst & Young. Sarà fondamentale in futuro la disponibilità dei capitali per finanziare il settore. Il 2011, questo non solo per l'Italia, è stato l'anno degli tagli ai finanziamenti statali, si prevede un 2012 ancora più nero per il settore delle fonti rinnovabili: se è vero che i tagli di settore hanno determinato un calo della produzione energetica, oltre a un calo di nuove start up e parecchie chiusure di aziende nel 2011, quest'anno, ed è già verificabile dai primi dati fin qui raccolti, sarà ancora peggio, soprattutto per l'Europa. Infatti, al primo posto dell'indice Ernst & Young troviamo la Cina, leader indiscussa in fattore di reperimento finanziamenti per fonti rinnovabili nel 2011, la quale ha programmato una conversione nella produzione energetica che coinvolgerà per l'11,4% di Rinnovabili nel 2015. Addirittura gli asiatici prospettano che nel 2020 l'energia pulita coprirà il 20% del totale. Il Fotovoltaico è il settore che viene battuto dai cinesi per alimentare questa leadership. Dunque, per un'Europa che vede diminuire sensibilmente la propria capacità di attirare finanziamenti per Rinnovabili, di contro abbiamo l'Asia che investe tantissimo in questo settore, non puntando più soltanto nell'Export, ma privilegiando le attività interne che permettono lo sviluppo di posti di lavoro.

Nell'Indice Ernst & Young al secondo posto si piazzano gli Stati Uniti, forti dei 7GW di Eolico che molto probabilmente non permetteranno agli stessi di migliorare la propria posizione in graduatoria: la causa è sempre la stessa, la scarsa capacità di attirare finanziamenti che possano permettere uno sviluppo continuo e costante del settore. Al terzo posto la Germania, la quale ha decisamente cambiato rotta, abbandonando la produzione Nucleare per investire nel settore delle rinnovabili. L'Italia, come detto, si trova al sesto posto, un gradino più sotto rispetto all'anno precedente. I tagli e la crisi che avvolge l'Europa colpirà necessariamente anche il settore energetico, compreso il Fotovoltaico, cardine delle Rinnovabili italiane.

Sempre secondo l'Ernst & Young saranno favoriti i piccoli impianti, portati avanti da piccole comunità, alla stregua di quello che avviene in Inghilterra. Una strategia da adottare sicuramente. Il problema è sempre lo stesso: riuscire ad attrarre finanziamenti privati per ovviare alla crisi degli stati europei e all'esaurimento degli ecobonus.