Autostrade dell'elettricità, l'ultima frontiera energetica

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di Paolo D'Agostino

Negli utlimi anni il dibattito sull'energia e sul risparmio energetico sta diventando sempre più attuale. In modo particolare, nel 2009 la Commissione Europea ha delineato alcune direttive in tema ambientale all'interno del "pacchetto clima-energia".

All'interno di queste misure si evidenzia la necessità di limitare a due gradi l'aumento del surriscaldamento globale entro il 2020.

Inoltre, di notevole importanza risultano essere le misure che prevedono di ridurre del 30% le emissioni di gas serra rispetto ai valori del 1990.

Si pone inoltre l'accento sulla necessità d'incrementare del 20% il consumo di FER (fonti di energia rinnovabile).

Questi obiettivi necessitano della collaborazione tra i vari paesi membri e dell'esistenza di strutture adeguate, in grado di sfruttare al meglio le energie rinnovabili quali l'olico ed il solare.

La stessa ECF (European Climate Foundayion) sottolinea come questi provvedimenti avranno delle implicazioni per il panorama industriale elettrico europeo. L'obiettivo è quello di arrivare all'utilizzo del 100% di fonti rinnovabili entro il 2050.

La sfida è imponente e, come sottolineano gli esperti, è inevitabile l'utilizzo delle super grid, anche conosciute come "autostrade dell'elettricità".

A questo proposito, è lo stesso ENTSO-E a dare una definizione di questo concetto, condivisa da tutti gli addetti ai lavori: "un corridoio di trasmissione dell'elettricità con capacità significativamente superiore rispetto alle esistenti reti di trasmissione ad alta tensione, sia in termini di quantità di energia trasmessa che di distanza coperta".

In modo particolare, si pensa alla creazione di reti con capacità di ben  20 gw contro gli attuali 3 gw.

Per quanto riguarda lo sfruttamento delle risore rinnovabili, considerata l'incertezza legata alla creazione di elettricità dalle maree, il futuro sarà soprattutto concentrato sul solare e sull'eolico. Nel dettaglio, l'energia eolica sarà ricavata soprattutto nel Mare del Nord ed in quello baltico, mentre l'energia solare verrà ricavata principalmente in Africa ed in Medio Oriente.

L'obiettivo è quindi quello di creare delle "autostrade dell'elettricità" in grado di collegare l'Europa con queste aree geografiche, in modo tale da ottenere uno sfruttamento sempre maggiore delle fonti di energia rinnovabile. Le future super smart grid saranno quindi costruite tenendo conto dell'impatto ambientale e dell'integrazione di grandi produzioni di fonti rinnovabili.

In tema di autostrade dell'elettricità esistono varie iniziative; una di queste è la Friend of supergrid, un'associazione che si pone l'obiettivo di promuovere la creazione delle super smart grids attraverso la creazione di 4 gruppi di lavoro (proprietà, tecnologie, logistica, aspetti realizzativi).

Questo gruppo opera soprattutto nel nord Europa, dove si prevede l'installazione di 23 GW di eolico off-shore nel Mare del Nord., con un collegamento dei paesi nordici.

Un'altra importante iniziativa è Desertec Industrial Initiative, attiva nel Nord Africa, zona particolarmente ventosa, dove si punta a soddisfare il 15% della domanda di elettricità in Europa. che in termini assoluti corrisponde ad un valore che oscilla tra i 480 ed i 735 TW/h di domanda europea.

Per raggiungere questo obiettivo, Desertec individua la necessità di politiche atte a favorire investimenti in campo energetico, l'importanza di progetti di riferimento e l'analisi di studi mirati per sviluppare questo settore.

A questo proposito, il consorzio italo-spagnolo CESI-comillas IIt ha individuato 3 corridoi principali per il passaggio di energia: quello occidentale, che collegherà il maghreb all'Europa centrale passando per l'Italia, quello centrale, che servirà per raccordare il Maghreb all'Europa centrale attraverso la Spagna e quello orientale, che fungerà da raccordo per i paesi africani.

Un'altra iniziativa significativa in questo settore è Mediterranean Solar Plan e Medgrid, promossa dalla Francia e avallata dai 43 paesi membri. Dopo il fallimento del progetto Free trade zone lanciato a barcellona, questa nuova iniziativa ha la finalità di migliorare l'efficienza energetica dei paesi membri, avendo l'obiettivo di raggiungere i 20 GW di FER entro il 2020.

In ambito di iniziative in campo energetico, va citato SUSPLAN, lanciato nel 2008 in Europa per sviluppare corridoi di energia che colleghino Germania, Norvegia, Regno Unito e penisola iberica.

Recentemente, l'Unione Europea ha varato un piano che prevede la riduzione di emissione di CO2 entro il 2050, attraverso l'individuazione di una roadmap 2050. Il progetto è no regret, cioè a zero impatto  ambientale, che prevede inoltre lo sfruttamento delle reti attuali, con un miglioramento per far sì che la rete venga ulteriormente sviluppata.

Anche ENTSO-E ha lanciato un'iniziativa, la Modular development plan on pan-European Electricity Highways System 2050, studio triennale suddiviso in 9 aspetti tra i quali politiche mirate, coinvolgimenti degli stakeholders e attenzione alla comunicazione esterna.

La realizzazione di queste reti molto sviluppate va incontro ad alcuni problemi, tra i quali quelli di carattere tecnico, legati principalmente all'assenza di interruttori con sufficiente capacità d'interruzione, a all'indisponibilità di cavi con capacità di grande potenza così come ai loro limiti meccanici.

Esistono inoltre problemi di carattere tecnico legati al fatto che le attuali reti dovranno essere implementate per poter supportare una trasmissione di energia così elevata.

Bisogna inoltre considerare il fatto che attualmente la gestione delle reti è nelle mani del gestore nazionale ed il progetto di rendere il tutto condiviso pone il problema di stabilire a chi spetterà la gestione futura delle autostrade dell'elettricità.

ENTSO-E e l'Unione Europea ne stanno discutendo, anche con alcune associazioni, assieme alle quali sono state proposte diverse opzioni, tra le quali quella di dare la gestione ad ENTSO-E, ad un singolo gestore appartenente ad ENTSO-E, la suddivisione della rete in lotti la cui gestione sarebbe affidata ad una gara tra i vari gestori ed altre varianti dei progetti appena citati.

Bisogna inoltre considerare i problemi che potrebbero derivare da eventuali danni provocati dai gestori di rete: essendo coinvolti più paesi, va definita una legislazione comune in materia, in modo tale da uniformare questo aspetto.

Questa breve panoramica ci permette di comprendere come il progetto delle super smart grid sia molto ambizioso e complesso, ma imprescindibile se considerato nello stesso tempo l'inesorabile processo di decarbonizzazione che determinerà nel medio-lungo periodo un consumo delle risorse tradizionali.