Audizione del commissario dell'Enea sulla strategia energetica nazionale

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Il Commissario dell’ENEA, Giovanni Lelli, nell'ambito della sua audizione sulla Strategia Energetica Nazionale presso la Commissione Industria del Senato, ha illustrato le possibili evoluzioni del sistema energetico italiano con riferimento a tre distinti scenari elaborati dall’ENEA, evidenziando come la green economy rappresenti una grande opportunità per uscire dalla crisi economica nazionale e internazionale.
Nel corso dell’audizione, Giovanni Lelli ha sottolineato che: “L'energia è alla base dell'economia globale e l'uso delle fonti fossili costituisce una delle cause di maggiore pressione ambientale, oltre che di dipendenza dall’estero, soprattutto per l’Italia. Ritengo sia fondamentale puntare su politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, considerando lo stretto legame tra energia, ambiente ed economia per definire una strategia di sviluppo economico sostenibile”.
Nonostante la crisi internazionale, nel quinquennio 2005-2010 la produzione di energia da rinnovabili ha conosciuto uno sviluppo straordinario a livello mondiale. In Italia lo sviluppo delle rinnovabili ha seguito tendenze simili a quelle registrate mediamente in Europa, inclusa la politica d’incentivazione, ma il nostro Paese è risultato carente negli investimenti in ricerca e sviluppo e nella capacità di stimolare e sostenere nuove filiere industriali. Nel fotovoltaico, l’andamento del deficit commerciale dell’Italia è stato caratterizzato da un notevole aumento delle importazioni ed è risultato sempre più divergente dalla media europea. Nel 2010, si è raggiunto, infatti, un deficit superiore a 11 miliardi di dollari correnti, di cui un quarto è da attribuirsi all’interscambio con la Germania.
“L’inasprirsi di questo disavanzo commerciale limita la capacità di crescita dell’economia e, di conseguenza, dell’occupazione. Così come avvenuto nelle principali economie europee, una politica energetica di sviluppo delle rinnovabili in Italia dovrà basarsi su una maggiore spesa pubblica in ricerca e sviluppo e su politiche industriali volte a orientare la specializzazione produttiva del Paese verso settori a maggiore intensità tecnologica” ha concluso l’ing. Lelli.