La Strategia Nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici

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Cambiamenti climatici

In Italia è in corso di definizione la Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici adottata in 14 paesi UE che dovrà essere costruita su solide basi scientifiche ed essere coerente con le indicazioni già fornite dalla Commissione Europea in materia (Libro Verde "L'adattamento ai cambiamenti climatici in Europa – quali possibilità di intervento per l'UE" e Libro Bianco "Adattarsi ai cambiamenti climatici: verso un quadro d'azione europeo"). 

Conclusa la consultazione pubblica (novembre 2012), il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) ha inviato al CIPE (marzo 2013) la Strategia Nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici (SNA), elaborata sulla base degli indirizzi del Rapporto sullo stato delle conoscenze scientifiche su impatti, vulnerabilità ed adattamento ai cambiamenti climatici (dicembre 2012), che sarà aggiornato ogni 4 anni.

La Strategia tiene conto delle seguenti priorità di intervento :
a) limitazione degli usi a fini urbani e produttivi delle zone individuate ad alta vulnerabilità dai PAI;
b) contenimento del consumo del suolo, anche in coerenza con il disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento dei suoli;
c) manutenzione dei corsi d’acqua attraverso interventi di regimazione idraulica, di ricalibratura e di pulizia degli alvei;
d) gestione delle acque reflue al fine di accrescere la resilienza dei centri urbani;
e) recupero di terreni degradati e dismessi, privilegiando la promozione di attività agricole di qualità, misure di riforestazione con specie autoctone e di valorizzazione degli ecosistemi,
f) ripristino della gestione dei suoli nelle aree più esposte al rischio di frane (terrazzamenti e coltivazioni dedicate);
g) estensione delle disposizioni relative alla manutenzione dei boschi di cui all’articolo 3 della Legge 353/2000, anche per finalità connesse alla sicurezza idrogeologica;
h) miglioramento della gestione dei boschi demaniali, considerati quali primarie infrastrutture verdi, attraverso
- conversione dei cedui in fustaie ed utilizzo della biomassa a fini energetici senza intaccare le funzionalità di assorbimento di carbonio,
- conversioni dei rimboschimenti con conifere alloctone a latifoglie autoctone;
- tutela dagli incendi boschivi con diradamenti e ripuliture e conseguente impiego delle biomasse di risulta per produzione di energia e/o chimica verde;
- protezione della biodiversità e aumento della resilienza dei boschi all’impatto dei cambiamenti climatici;
i) identificazione delle misure più appropriate per ridurre la vulnerabilità delle coste, aumentare la resilienza delle aree costiere ai cambiamenti climatici e proteggere le infrastrutture e gli ambienti costieri;
j) Impiego delle informazioni climatiche nella programmazione territoriale e delle infrastrutture strategiche per il Paese.

Le azioni prioritarie per l'attuazione della suddetta strategia saranno ora:
-a partire dal 2014, approvazione da parte del CIPE, entro il 1 marzo di ogni anno, un Piano annuale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la messa in sicurezza del territorio;
-ai fini del finanziamento di tale Piano, costituzione, per il periodo 2013-2020, di un fondo nazionale alimentato con il 40% dei proventi derivanti dalle aste dei permessi di emissione di cui alla Direttiva 2009/29/CE e con un prelievo, determinato annualmente, su ogni litro di carburante consumato fino al raggiungimento di € 2.000 milioni all’anno;
-approvazione entro il 31/03/2013, di un disegno di legge per l’introduzione di un’assicurazione obbligatoria per la copertura dei rischi connessi agli eventi climatici estremi a carico di beni e strutture di proprietà pubblica e privata.