Cessazione della qualifica di rifiuto e procedure semplificate di autorizzazione

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di Carmine Lorenzo

Il 12 dicembre 2008 è entrata in vigore la direttiva 2008/98/Ce sull’ "end of waste”, affrontando per la prima volta (art. 6, comma 1) a livello comunitario la cessazione della qualifica di rifiuto (end of waste).

Per rendere operativi questi criteri generali, lo stesso art. 6 ha previsto che la Commissione europea sviluppasse criteri comunitari più specifici per l"end of waste" (comma 2) quantomeno per gli aggregati, i rifiuti di carta e di vetro, i metalli, i pneumatici e i rifiuti tessili.

A seguito dell'emanazione della direttiva 2008/98/Ce relativa ai rifiuti sono stati emanati i seguenti Regolamenti end of waste:

- Regolamento CE n. 333 del 2011 recante i criteri che determinano quando alcuni tipi di rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti;

Regolamento UE n. 1179 del 2012 recante i criteri che determinano quando i rottami di vetro cessano di essere considerati rifiuti.

Regolamento UE n. 715 del 2013 recante i criteri che determinano quando i rottami di rame cessano di essere considerati rifiuti.

Un rifiuto cessa di essere tale (TUA, art. 184-ter c.1), quando è stato sottoposto a un'operazione di recupero, incluso il riciclaggio e la preparazione per il riutilizzo, e soddisfi i criteri specifici, da adottare nel rispetto delle seguenti condizioni:

a) la sostanza o l'oggetto è comunemente utilizzato per scopi specifici;

b) esiste un mercato o una domanda per tale sostanza od oggetto;

c) la sostanza o l'oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti;

d) l'utilizzo della sostanza o dell'oggetto non porterà a impatti complessivi negativi sull'ambiente o sulla salute umana.

La disciplina in materia di gestione dei rifiuti si applica fino alla cessazione della qualifica di rifiuto (TUA, art. 184-ter c.5).

L'operazione di recupero può consistere semplicemente nel controllare i rifiuti per verificare se soddisfano i criteri elaborati conformemente alle predette condizioni (TUA, art. 184-ter c.2), rientrando così in una delle attività da R1 a R9 dell'allegato C.

L'operazione di recupero consistente nel mero controllo sui materiali di rifiuto, per verificare se soddisfino i criteri elaborati affinché gli stessi cessino di essere considerati rifiuti nel rispetto delle condizioni previste, è sottoposta, al pari delle altre, alle procedure semplificate di autorizzazione a condizione che siano rispettati tutti i requisiti, i criteri e le prescrizioni soggettive e oggettive previsti dai regolamenti end of waste (TUA, art. 216 c. 8-quinquies).

I criteri specifici sono adottati in conformità a quanto stabilito dalla disciplina comunitaria ovvero, in mancanza di criteri comunitari, caso per caso per specifiche tipologie di rifiuto attraverso uno o più decreti ministeriali (TUA, art. 184-ter c.2).

In Italia, infatti, sulla scia di quanto definito a livello europeo, è stato emesso il DM 14 febbraio 2013, n. 22, che ha stabilito le condizioni alle quali alcune tipologie di CSS (combustibili solidi secondari) possono diventare un "non rifiuto".

Nelle more dell'adozione di uno o più dei suddetti decreti, continuano ad applicarsi (TUA, art. 184-ter c.3) le disposizioni di cui ai DM in data 5 febbraio 1998 "Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22", 12 giugno 2002, n. 161 "Regolamento attuativo degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, relativo all'individuazione dei rifiuti pericolosi che è possibile ammettere alle procedure semplificate", 17 novembre 2005, n. 269 "Individuazione dei rifiuti pericolosi provenienti dalle navi che è possibile ammettere alle procedure semplificate" e l'articolo 9-bis, lettera a) e b), del decreto-legge 6 novembre 2008, n. 172, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 2008, n. 210

A condizione che siano rispettate le norme tecniche e le prescrizioni specifiche di cui all'articolo 214, commi 1, 2 e 3, l'esercizio delle operazioni di recupero dei rifiuti può essere intrapreso decorsi novanta giorni dalla comunicazione di inizio di attività alla Provincia territorialmente competente (TUA, art. 216 c.1).

Le operazioni di messa in riserva R13 dei rifiuti pericolosi sono sottoposte alle procedure semplificate di comunicazione di inizio di attività solo se effettuate presso l'impianto dove avvengono le operazioni di riciclaggio e di recupero previste ai punti da R1 a R9 dell'allegato C alla Parte quarta del TUA (TUA, art. 216 c. 8-bis).

Le attività di trattamento disciplinate dai regolamenti di cui all'articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 2008/98/Ce (end of waste), che fissano i criteri che determinano quando specifici tipi di rifiuti cessano di essere considerati rifiuti, sono sottoposte alle procedure semplificate a condizione che siano rispettati tutti i requisiti, i criteri e le prescrizioni soggettive e oggettive previsti dai predetti regolamenti (TUA, art. 216 c. 8-quater).

Gli enti e le imprese che effettuano, ai sensi delle disposizioni del decreto del Ministro dell'ambiente 5 febbraio 1998, dei regolamenti di cui ai decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio 12 giugno 2002, n. 161, e 17 novembre 2005, n. 269, e dell'articolo 9-bis del decreto-legge 6 novembre 2008, n. 172, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 2008, n. 210, operazioni di recupero di materia prima secondaria da specifiche tipologie di rifiuti alle quali sono applicabili i regolamenti end of waste, adeguano le proprie attività alle disposizioni di cui al comma 8-quater o all'articolo 208 del TUA (procedura ordinaria), entro sei mesi dalla data di entrata in vigore dei predetti regolamenti. Fino alla scadenza di tale termine è autorizzata la continuazione dell'attività in essere nel rispetto delle citate disposizioni del decreto del Ministro dell'ambiente 5 febbraio 1998, dei regolamenti di cui ai decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio n. 161 del 2002 e n. 269 del 2005 e dell'articolo 9-bis del decreto-legge n. 172 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 210 del 2008. Restano in ogni caso ferme le quantità massime stabilite dalle norme di cui al secondo periodo (TUA, art. 216 c. 8-sexies).

Dato che il comma 8-sexies che obbliga all'adeguamento dell'autorizzazione semplificata è stato introdotto con la Legge 116/14, per i regolamenti europei già pubblicati negli anni precedenti, il termine dei sei mesi dovrebbe scattare dall'entrata in vigore della stessa legge (21 agosto 2014).

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