SEN: i dubbi e le perplessità degli economisti di Bankitalia

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Riuniti nei seminari di palazzo Kloch, analizzano i punti critici della Strategia Energetica Nazionale, dandone un giudizio poco positivo

di Francesca Fiore 

Problemi in vista per la Strategia Energetica Nazionale del ministro Corrado Passera. La bozza di regolamentazione del settore energetico, sottoposta in questi giorni alla consultazione pubblica, sarebbe stata criticata da economisti ed esperti riuniti alla sede della Banca d'Italia, almeno secondo le indiscrezioni riportate da Formiche.net.

Dopo la bocciatura dei liberisti dell’Istituto Bruno Leoni e le proposte "ultramercatiste" di Oscar Giannino, la bozza della SEN, già approvata dal Consiglio dei ministri, è oggetto di critiche a palazzo Kloch, sede di Bankitalia. Le indiscrezioni di Formiche.net, tratte da paper degli analisti riuniti nei seminari, parlano di perplessità per quanto riguarda strumenti di tipo regolatorio, e sussidi come Conto Energia e Conto Termico che, a detta degli economisti, sarebbero stati adottati in modo acritico, senza fare considerazioni sulla loro efficacia pratica.

Oltre alle perplessità, dai seminari di palazzo Kloch sarebbero poi emersi dei suggerimenti da riportare al ministro Passera. In particolare, la preoccupazione principale verte sulla spesa energetica, che andrebbe contratta, anziché puntare sulla contrazione dei prezzi unitari. Allo stesso tempo servirebbero strumenti che stimolino gli investimenti in efficienza, allo scopo di contenere la spesa. Sempre sul versante costi, secondo gli analisti della Banca d'Italia, andrebbero contenuti quelli finanziati in bolletta e tagliati quelli impropri, come i finanziamenti per le start up o i ribassi per le imprese di energia.

Ricerca e sviluppo andrebbero poi finanziati maggiormente, puntando al sostegno all'innovazione ambientale come cuore della politica energetica industriale. Infine un appunto sulle decisioni istituzionali troppo dipendenti dalle analisi tecniche delle agenzie: il suggerimento degli economisti è quello di dotarsi di strumenti autonomi di analisi e ricerca, in modo da incidere significativamente nella produzione normativa europea in fatto di energia, con una politica nazionale coerente e chiara.