La crisi frena il solare termico ma non lo spegne

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di Carlo Sala

Cresciuta del 3,9% per una decina d’anni, l’energia solare termica ha attraversato 2 anni – 2010 e 2011 – di sostanziale stagnazione, riferisce un rapporto dello European Solar Thermal Industry Federation (ESTIF). E sebbene gli obiettivi che l’Unione europea (e anche la Svizzera) si sono dati per il 2020 non siano a rischio, le prospettive del settore, sempre secondo ESTIF, variano molto da Paese a Paese. E benché un recente sondaggio della Ue attesti che il 44% degli europei ritiene il solare termico la principale risorsa per il riscaldamento autonomo, le prospettive di questa fonte di energia appaiono migliori in ambito industriale piuttosto che in quello domestico. Oggi pari a 26,3 GWth totali, la potenza sviluppata in Europa nel 2011 è cresciuta di 2,6 GWth, poco più che nel 2010, e il suo aumento dipende soprattutto da Italia, Francia e Belgio. Buono, vista la situazione, l’impegno della Grecia, promettente quello di Romania e Bulgaria, Inghilterra, Ungheria, Danimarca, Repubblica Ceca e Irlanda credono invece poco o nulla in questa risorsa.
Germania
Più grande mercato europeo per l’energia solare termica, nel 2011 ha visto aumentare la potenza installata dell’11% , soprattutto verso la fine dell’anno, prima che scadessero gli incentivi.
Italia
Secondo mercato d’Europa per questa risorsa di energia, ha ridotto a 290 MWth l’aumento di potenza installata (-15% rispetto al 2010), soprattutto a causa del difficile quadro politico. Sconti fiscali del 55% da ammortizzare in 10 anni e programmi di installazione in edifici storici non aiutano.
Spagna
Servono incentivi, ma il nuovo governo è alle prese con tagli al bilancio. Così per il terzo anno consecutivo ha ridotto gli interventi di potenziamento: - 20% rispetto al 2010, per un totale di 187 MWth di nuova capacità installata.
Polonia
Punta a produrre 10 GWth nel 2020, l’anno scorso ha aumentato la produzione di 177,5 MWth, anche grazie all’aiuto di un fondo di investimento specializzato della Svizzera.
Francia
Le installazioni di acqua calda e sistemi combinati sono diminuite del 15% e del 24, gli impianti di grandi dimensioni in abitazioni collettive sono cresciuti del 30% (70 MWth). Se nel 2011 è stata creata capacità per 250.000 metri quadri, ESTIF prevede tuttavia che programmi per un milione di metri quadri non verranno certamente attuati.
Austria
Registra il più largo consumo di solare termico pro capite, ma incrementi dei prezzi dei carburanti fossili inferiori alle aspettative hanno portato a una flessione del 18% annuo. Nel Sud dell’Austria sono stati bloccati gli incentivi.
Grecia
Il solare termico è ben noto e apprezzato, anche per le difficoltà economiche del Paese e i maggiori costi delle altre fonti di energia. La produzione è cresciuta del 7,5% nel 2011, con l'installazione di 161 MWth di nuova capacità.
Resto d’Europa
Portogallo, Svizzera, Regno Unito, Repubblica Ceca e Danimarca hanno tutti una capacità inferiore ai 200.000 metri quadri. L’Inghilterra ha installato solo 65 MWth (-13% rispetto al 2010); in Svizzera il settore è cresciuto del 3,5% in meno rispetto all’anno prima; il Portogallo dopo 2 anni di forte crescita si è fermato a 89 MWth di potenza installata, soprattutto a causa della crisi finanziaria.