Germania e Usa: i Record delle rinnovabili

Versione stampabileInvia a un amico
di Paolo D'Agostino

Boom d'installazioni fotovoltaiche in Germania nel 2011: secondo un'indagine della Bundesnetzagentur, l'agenzia federale delle reti, la capacità installata nel 2011 nel paese tedesco raggiunge i 7,5 GW contro i 7,4 del 2010. Il nuovo record dipende, tra l'altro, dal boom d'installazioni nell'ultimo trimestre del 2011, pari a 4 GW, 3 dei quali solo a dicembre.

Lo stesso Matthias Kurth, presidente della Bundesnetzagentur, ha sottolineato che questo dato corrisponde al 40% delle installazioni dei primi 9 mesi del 2011 e che potrebbe ulteriormente salire se si considera il fatto che l'agenzia federale ha ancora alcune pratiche del 2011 da archiviare. Il risultato va quindi di gran lunga oltre le attese degli analisti, che avevano previsto per il 2011 una capacità non superiore ai 5 GW.  Il nuovo record è legato anche alla combinazione tra il calo dei prezzi dei moduli fotovoltaici e la fretta degli operatori di concludere i lavori nel 2011 per poter bneneficiare di tariffe più agevolate rispetto a quelle previste per il 2012. Va pur detto che il boom d'installazione potrebbe generare anche un effetto negativo come il taglio agli incentivi ancora maggiore rispetto a quelli previsti (15%) e fornire nel peggiore dei casi una valida argomentazione per chi vorrebbe una drastica revisione dei sistemi d'incentivi introducendo un cap annuale delle installazioni. In questo senso, ad esempio, va la proposta presentata a novembre dal ministero dell'Economia al fine d'introdurre un tetto di 1 GW.

Dall'altra parte del mondo, gli Stati Uniti hanno investito 260 miliardi di dollari per le energie rinnovabili nel 2011, metà dei quali destinati all'energia solare; secondo Bloomberg, gli Usa ahanno suoerato la Cina, anche se resta l'incognita degli incentivi. Rispetto al 2010 si sono investiti 13 miliardi in più, anche se l'anno prima, in punti percentuali, lo sviluppo era stato maggiore (31% contro il 5%). Sta di fatto che il peggio sembra ormai passato, se si considera il fatto che nel 2009 lo sviluppo era stato appena dell'1%.

La situazione è in continua evoluzione ed è caratterizzata dallo scontro tra Usa e Cina, che ha visto la potenza occidentale superare quella orientale nel 2011: 56 miliardi destinati alle fonti alternative contro i 47 della Cina, cosa che non succedeva dal 2008. Questo traguardo si deve, tra l'altro, agli incentivi per le rinnovabili promossi da Obama, anche se alcuni di questi sono scaduti. A questo proposito, l'indistria vorrebbe che lo sconto fiscale sulla produzione di energia verde (Production tax credit) venisse mantenuto, per scongiurare un crollo d'installazioni.

Anche la lobby americana del vento (AWEA: American wind energy association) ha espresso il suo disappunto per la scadenza degli incentivi, sottolienando che in questo modo i 100.000 posti di lavoro previsti nei prossimi 4 anni nel settore potrebbero andare persi. Se cadesse la Production tax credit, il colosso Vestas licenzierebbe ben 1600 dipendenti.

Per quanto riguarda il solare, a livello mondiale c'è stato un boom, con più di 136 miliardi di dollari investiti nel 2011. Per gli usa, nonostante tutto, è stato un anno difficile, considerando la conocrrenza spietata della Cina ed il fallimento di alcuni colossi del settore come Solyndra.

L'Europa, dal canto suo, ha aumentato del 3% gli investimenti per le rinnovabili nel 2011, con circa 100 miliardi di dollari investiti nel solare in Germania ed Italia e nell'eolico nel Mare del Nord. La crescita maggiore si è registrata in India, con uno sviluppo del 52% e circa dieci miliardi investiti nelle fonti alternative.